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La Liguria è regione conosciuta
soprattutto per il turismo balneare estivo, quando una parte del Piemonte e
della Lombardia si trasferisce sulle sponde del Mediterraneo alla ricerca di
atmosfere, sapori, divertimenti ormai tanto consolidati nel tempo da essere
rituali.
Accade cosí che nei mesi di Luglio ed Agosto le strade del mare siano
spesso impraticabili ed i temerari che si avventurano verso le riviere
vengono spesso inghiottiti da colossali ingorghi che dagli anni '60 ad oggi
............. non hanno conosciuto crisi !
Chi ama tuttavia la natura di quei luoghi a noi cosí vicini ma quasi
appartenenti ad un'altro continente, ad un'altra latitudine (almeno dal
punto di vista paesaggistico e climatico) non disdegnerà di scoprire i
profumi ed i colori del Mediterraneo al di fuori delle mode e delle stagioni
canoniche.
Non è infrequente che, lasciando i rigori del clima invernale o
semplicemente le nebbioline d'autunno, attraversata la catena montuosa
appenninica che pian piano s'innalza nei primi rilievi alpini, si scopra un
contrasto dalle tinte forti tra l'ambiente litoraneo e l'entroterra
piemontese, un contrasto che si evidenzia spesso in pochi chilometri
(talvolta con l'attraversamento di una sola galleria) e che nella stagione
calda è appiattito dalla forza dei raggi solari, ugualmente intensi a nord
e a sud dell'Appennino e delle Alpi Liguri.
La relativa quiete offerta anche dai luoghi turisticamente più famosi ed il
contrasto tra la natura "morta" delle pianure e delle colline
piemontesi e la natura "sempreverde" della Liguria rendono quindi
piacevoli se non consigliabili le escursioni e le passeggiate lungo la costa
durante le belle giornate invernali.
Il Monte di Portofino, che si
protende nel mare tra Camogli e Santa Margherita, è sicuramente uno dei
luoghi che più invitano ad immergersi nel verde della macchia mediterranea.
Ben visibile da Genova, il promontorio che condivide il nome con una
delle località affacciate sul mare più celebri nel mondo, ha quasi
incredibilmente resistito agli attacchi della civiltà dei consumi,
conservando baie, cale, punte, scogliere cosí come avrebbero potuto
apparire ai naviganti dei tempi antichi.
Numerosi itinerari escursionistici percorrono i fianchi del monte che quasi
sempre scende verso il blu cupo del Mediterraneo con ripidi pendii: si
possono in questo modo raggiungere luoghi come Punta Chiappa, il semaforo
vecchio (che si erge proprio sul punto culminante del promontorio a 610 m.
di quota), la baia di S.Fruttuoso con lo straordinario borgo nascosto nella
macchia in un anfratto di mare aperto a mezzodí.
Tutto questo territorio è protetto dal 1935 come ente autonomo e dal
1995 come parco naturale regionale, la cui superficie misura oggi 4660
ettari, a cui si aggiungono 3440 ettari di zona pre-parco.
Una base classica per effettuare le
camminate che raggiungono i luoghi più belli del parco è S. Rocco di
Camogli, piccolo villaggio appollaiato all'altezza di 221 m. s.l.m. sul
versante occidentale del monte di Portofino, un vero e proprio terrazzo sul
Golfo Paradiso, sul quale si affaccia Camogli, tipico paese ligure che al
mare mostra le sue case più antiche e pittoresche.
S. Rocco può essere raggiunto in auto o con una bella passeggiata proprio
da Camogli, passeggiata vivamente consigliata ai volenterosi.
Dal paesino si può scendere a Punta
Chiappa, attraversando dapprima un ambiente antropizzato tra orti ed ulivi e
quindi inoltrandosi nella macchia mediterranea; tra il verde dei pini di
Aleppo si aprono scorci sul mare solcato spesso da tipici gozzi,
testimonianza di antica vita marinara che sopravvive alla moderna
tecnologia.
Da S. Rocco si raggiunge il livello del mare a Porto Pidocchio, al
largo del quale nei mesi primaverili ed estivi è presente una tonnara; si
prosegue quindi in costa per un breve tratto fino alla rocciosa punta
Chiappa, che si allunga nuda e spoglia in un mare blu cupo, poggiando le
proprie basi su profondi fondali.
Un'interessante variante per il ritorno è rappresentata dalla bella gita in
barca che si può godere trasferendosi via mare da Porto Pidocchio a Camogli:
si evita in questo modo di rialire a S. Rocco per poi ridiscendere nel
tipico comune ligure ed al tempo stesso è possibile osservare l'ambiente
naturale da un diverso punto di vista.
Analoga alternativa potrà essere goduta da chi si spingerà fino a S.
Fruttuoso: in questo caso la motonave, partita dal borgo ove il tempo pare
essersi fermato, fende il profondo mare le cui onde s'infrangono contro gli
scogli di puddinga del selvaggio versante meridionale del promontorio,
consentendo di osservare almeno da lontano i luoghi più reconditi della
costa (come ad esempio la Cala dell'Oro) e, circumnavigata Punta Chiappa,
torna a Camogli.
Gli itinerari che da S. Rocco salgono
al punto culminante del Monte di
Portofino e che scendono a S. Fruttuoso sono di grande interesse
naturalistico e paesaggistico; a spettacolari panorami sull'intero versante
occidentale del promontorio, seguono improvvisi, quasi inaspettati e
talvolta vertiginosi colpi d'occhio dapprima verso Punta Chiappa e quindi
sulla selvaggia costa esposta a mezzodì ................... e chi ama un
pizzico di brivido non rimarrà indifferente innanzi al baratro che si
incontra in località "Batterie" dove il sentiero, sorretto da un
pendio pressochè verticale, corre tra la roccia ed il mare, che appare
numerose decine di metri a picco più in basso.
La flora degli ambienti attraversati
è vigorosa come il sole mediterraneo che la alimenta mentre aromi insoliti
per chi è solito camminare sui sentieri alpini sorprendono frequentemente
l'escursionista: il caprifoglio ed il mirto generando profumi si mescolano a
lentischi e corbezzoli e a vivaci ginestre, proprio come nella più pura
tradizione mediterranea. I
sentieri che percorrono in ogni direzione la zona protetta, s'inoltrano
anche nel versante settentrionale del monte dove la vegetazione assume
caratteristiche appenniniche, con boschi di frassino castagno e nocciolo;
per questo motivo molti amano affermare che questa terra, abitata già
nell'età del Bronzo (XIV sec, a.C) e colonizzata dalle tribù dei Liguri
nell'età del Ferro (II sec. a.C.), rappresenta di fatto il punto d'incontro
tra tre civiltà: quella montanara e contadina del castagno, quella marinara
legata alla pesca ed al mare e quella dell'ulivo, civiltà certo contadina
ma che dal mare trae ancora la sua ragione di esistere.
La
conferma che quest'angolo della costa resta uno dei pochi luoghi della
Liguria rimasto naturalisticamente integro è nascosta ed accessibibe ad un
numero relativamente ristretto di appassionati: soltanto chi pratica attività
subacquea infatti, attività che certo non si improvvisa, può ammirare gli
straordinari fondali (che presto dovrebbero essere inseriti in una riserva
marina) da cui si innalza il promontorio.
Scriveva nel 1973 Giulio Melegari nel suo testo "Portofino Sub":
<<I fondali del promontorio di Portofino offono al sommozzatore
la più ricca gamma di ambienti biologici bentonici che tutto l'alto Tirreno
possa presentare; le scogliere che scendono con un elevato angolo di
pendenza verso le maggiori profondità consentono di passare da un livello
all'altro nel corso di una sola immersione, gli ambienti si succedono con
una rapidità che non ha riscontro in pratica in nessun altro fondale
tirrenico.>> Distese
di gorgonie, praterie di posidonia, coralli tra cui si nascondono gli
scorfani sono solo alcuni esempi della grande varietà di veri e prorpi
paesaggi che il mondo sommerso custodisce gelosamente.
Alla
ricchezza dell'ambiente naturale, si aggiungono infine testimonianze umane e
storiche che rendono ancora più interessante il luogo, specialmente per
coloro che amano paesaggi incontaminati ed al tempo stesso la discreta
presenza dell'uomo: è il caso di S. Fruttuoso, antico insediamento
raggiungibile solo via mare raccolto attorno all'Abbazia benedettina le cui
origini risalgono al X secolo.
Claudio
Trova
(da "La Piazza", mensile della provincia di Cuneo)
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